Monza 15 marzo 2026 – Conferenza “I costumi sessuali degli antichi Romani”

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Il Circolo Numismatico Monzese è lieto di invitarvi domenica 15 marzo, ore 17.30, alla conferenza a cura del socio Dario Molteni dal titolo “I costumi sessuali degli antichi Romani“.

L’evento si svolgerà presso la Sala Polifunzionale RSA Bellani in via Lipari 7, Monza, in collaborazione con la Fondazione Don Angelo Bellani – ONLUS.

CNM - I costumi sessuali degli antichi Romani - Federazione Italiana dei Circoli Numismatici

L’incontro si propone di tracciare una parabola storica che parte dalla severità arcaica del Paterfamilias per giungere, attraverso le influenze ellenistiche e le stravaganze imperiali, alla radicale riforma morale proposta dal Cristianesimo.

La Sessualità come Specchio del Potere

Parlare di costumi sessuali nell’antica Roma non significa soltanto esplorare la sfera del privato, ma indagare le fondamenta stesse dello Stato. Per il cittadino romano, la sessualità non era una questione di orientamento, bensì di status, potere e mos maiorum.

L’Età dei Boni Mores: Il Rigore della Repubblica

Alle origini della potenza romana troviamo un codice etico inscalfibile: i boni mores. In questo contesto, la famiglia non è un rifugio affettivo, ma una cellula politica e religiosa sotto il controllo assoluto del Paterfamilias.

  • L’Autorità del Paterfamilias: Egli deteneva la patria potestas, un potere che si estendeva sulla vita, sulla morte e, inevitabilmente, sulla condotta sessuale di ogni membro della familia. La sessualità era finalizzata alla procreazione di cittadini legittimi e alla conservazione del patrimonio.
  • L’Integerrima Matrona: Figura speculare al patriarca era la matrona. Esemplificata da figure leggendarie come Lucrezia o Cornelia, la donna romana doveva incarnare la pudicitia. Il suo ruolo era pubblico nella misura in cui la sua moralità garantiva la purezza della stirpe. Ogni deviazione da questo modello era considerata un attentato alla stabilità della Res Publica.

In questa fase, il sesso è regolato da una dicotomia fondamentale: non tra eterosessualità e omosessualità, ma tra ruolo attivo (appropriato al cittadino libero) e passivo (riservato a schiavi o individui di rango inferiore).

L’Incontro con la Grecia: L’Orizzonte del Piacere

Con l’espansione nel Mediterraneo e la conquista della Grecia, Roma subisce una “invasione” culturale senza precedenti. Orazio scriverà che la Grecia vinta conquistò il fiero vincitore. Questo si riflette profondamente nei costumi:

  • L’Introduzione del Lusso e dell’Eros: La sobrietà catoniana vacilla sotto l’influsso dell’edonismo ellenistico. Il convivio romano si trasforma, accogliendo figure come le etere e introducendo pratiche legate alla ricerca del piacere fine a se stesso.
  • La Crisi della Tradizione: I giovani patrizi iniziano a guardare oltre i confini del dovere civico. La sessualità inizia a sganciarsi parzialmente dalla pura funzione biologica per diventare una forma di espressione artistica e personale, portando con sé le prime grandi fratture generazionali all’interno della classe dirigente.

L’Epoca Imperiale: Tra Sfrenatezza e Famiglie Allargate

Con l’avvento del Principato e poi dell’Impero, il controllo sociale sui costumi si allenta, nonostante i tentativi legislativi di Augusto (come le Leges Iuliae) di restaurare la moralità antica.

  • La Sfrenata Libidine come Simbolo di Eccesso: Le fonti cronistiche (spesso di parte, come Svetonio o Tacito) ci consegnano immagini di imperatori dediti a ogni sorta di eccesso. La sessualità diventa uno strumento di autoaffermazione estrema. Non si tratta più solo di piacere, ma della manifestazione di una volontà che non conosce limiti, dove il corpo dell’altro è pura materia di conquista.
  • Famiglie Allargate e Dinamiche Sociali: La società imperiale vede il proliferare di legami complessi. Il divorzio diventa comune, e la struttura familiare si frammenta in modelli “allargati” dove convivono figli di letti diversi, liberti e concubine. La distinzione tra lecito e illecito si fa sempre più sfumata, lasciando spazio a una libertà d’azione che i contemporanei percepivano come un segno di decadenza dei valori ancestrali.

La Rivoluzione del Noli Fornicari: Il Cambio di Paradigma

In questo scenario di estrema fluidità e, talvolta, di violento edonismo, si inserisce la proposta cristiana. Il messaggio di Cristo e la successiva sistematizzazione di Paolo di Tarso introducono un concetto rivoluzionario: la sacralità del corpo come “tempio dello Spirito”.

  • Dal Potere alla Morale: Il comando noli fornicari (non fornicare) non è solo un divieto, ma un’impegnativa proposta di dignità individuale. La sessualità viene ricondotta all’interno dell’alleanza matrimoniale monogamica e indissolubile, eliminando la distinzione tra cittadini e schiavi: davanti a Dio, la castità e la fedeltà sono richieste a tutti in egual misura.
  • Una Svolta Epocale: Questo radicale mutamento non riguarda solo la camera da letto, ma la struttura stessa della società. La fine delle “famiglie allargate” romane e la limitazione della potestà del Paterfamilias in favore di un’etica condivisa segnano il tramonto definitivo del mondo antico e l’alba del Medioevo.

L’Eredità di un Conflitto

L’evoluzione dei costumi sessuali romani ci insegna che la morale non è mai statica, ma è il risultato di tensioni tra tradizioni identitarie e spinte verso l’ignoto.

Dalla moneta che celebrava la Pudicitia imperiale alle prime simbologie cristiane, il passaggio dal piacere come dominio al sesso come sacramento resta una delle trasformazioni più profonde della storia umana.

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